Vidocq a Parigi e l'ufficio che inventò un mestiere
Quando si cerca chi sia stato il primo investigatore privato, quasi tutte le strade portano a Eugène-François Vidocq, nato ad Arras nel 1775 e morto a Parigi nel 1857, uno che prima di dare la caccia ai ladri era stato dall'altra parte. Intorno al 1809 diventa informatore della polizia parigina e poco dopo guida una squadra di agenti in borghese, spesso ex condannati, che prenderà il nome di Brigade de Sûreté, in anni che le fonti collocano tra il 1811 e il 1813; la lascia nel 1827, ci rientra per poco e se ne va definitivamente nel novembre del 1832.
Subito dopo, tra la fine di quell'anno e il 1833, apre il Bureau des renseignements, un ufficio che per conto di commercianti e privati verificava l'affidabilità delle imprese, smascherava truffe e col tempo seguiva anche casi di adulterio, con una quarantina di agenti e uno schedario di criminali che oggi chiameremmo banca dati. Alla polizia la concorrenza piaceva poco. Nel 1842 Vidocq fu arrestato con l'accusa di sequestro di persona e truffa, e sull'esito le versioni divergono, perché secondo alcune fonti la condanna venne annullata in appello, mentre lo storico Graham Robb, nel suo ritratto di Vidocq sulla London Review of Books, parla di undici mesi alla Conciergerie e della chiusura dell'ufficio intorno al 1843.
Attenzione però alla formula della "prima agenzia investigativa della storia", che si legge un po' ovunque. Lo storico Dominique Kalifa ha fatto notare che a Parigi, già prima del Bureau, esistevano degli agents d'affaires, e la cosa più onesta è dire che quello di Vidocq viene considerato il primo ufficio di investigazione privata in senso moderno, e di certo il più famoso; anche le sue Memorie, uscite tra il 1828 e il 1829, sono in buona parte romanzate.
Pinkerton e le agenzie americane, una storia con luci e ombre
Allan Pinkerton nasce a Glasgow nel 1819, emigra negli Stati Uniti dopo il 1842 per ragioni politiche, diventa vicesceriffo nell'Illinois nel 1846 e nel 1850 lascia la polizia di Chicago per mettersi in proprio con un'agenzia che all'inizio si occupa soprattutto di furti ai danni delle ferrovie. Nel 1861 i suoi uomini scortano Abraham Lincoln verso Washington, sventando un presunto complotto a Baltimora che conosciamo soprattutto dal suo stesso racconto, e durante la guerra civile Pinkerton dirige un servizio informativo per l'esercito dell'Unione. Tra i suoi agenti c'era Kate Warne, indicata come la prima investigatrice donna degli Stati Uniti, assunta nel 1856.
C'è anche un'altra faccia. L'agenzia si infiltrò tra i Molly Maguires in Pennsylvania e fu criticata per la linea dura contro i sindacati; nel 1892, a Homestead, i suoi uomini furono coinvolti in scontri mortali durante uno sciopero, e una norma di quello stesso anno, resa permanente nel 1893, vietò al governo federale di assumere dipendenti dell'agenzia o di organizzazioni simili, come ricostruisce una decisione del GAO americano. È una pagina che conviene ricordare, perché mostra che cosa può diventare l'investigazione privata quando nessuno ne fissa i confini.
In Inghilterra furono ex poliziotti come Charles Frederick Field e Ignatius Paul Pollaky ad aprire i primi uffici di indagini private, e la letteratura fece il resto, da Balzac e Victor Hugo, che si ispirarono a Vidocq, fino a Dashiell Hammett, che era stato agente di Pinkerton e nel 1923 diede vita al suo Continental Op; ne è uscita l'immagine del genio solitario che risolve i casi da sé, che con il lavoro di oggi, fatto di documenti, licenze e relazioni da portare in tribunale, ha ben poco a che vedere.
Come la professione arriva in Italia con il testo unico del 1926
Per l'Ottocento italiano non ci sono fonti affidabili su vere agenzie di investigazione, e il cosiddetto "Vidocq italiano", Filippo Nardoni, era in realtà il capo della polizia segreta pontificia, non un investigatore privato. Molti siti indicano poi come prima norma sugli investigatori il regio decreto 4 giugno 1914, n. 563, ma il testo del regolamento riguarda gli istituti di vigilanza privata e le guardie particolari, e di indagini non parla.
La prima norma sulle investigazioni private è il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con il regio decreto 6 novembre 1926, n. 1848, che secondo le ricostruzioni disponibili vietava di svolgere investigazioni per conto di privati senza la licenza del Prefetto; il suo articolo 135, come annota il commento al TULPS di Saranno Prefetti, corrisponde all'articolo 134 del testo unico approvato con il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, il TULPS che ancora oggi applichiamo. L'articolo 134 vieta a enti e privati, senza licenza del Prefetto, di eseguire investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per conto di privati. Il regolamento di esecuzione arriva nel 1940.
Di fatto la professione nasce in Italia come attività sorvegliata dall'autorità di pubblica sicurezza, ed è un'impostazione che regge ancora. Un disegno di legge presentato al Senato nel 2006 definiva queste norme anacronistiche e obsolete, nate sotto il regime fascista; il giudizio resta dei suoi proponenti, ma dice quanto sia vecchia l'attesa di una disciplina pensata per il lavoro di oggi.
Il dopoguerra e il primo investigatore privato noto al grande pubblico
Secondo la ricostruzione di Federpol, fonte di parte, l'attività riprende nel dopoguerra e cresce con il boom economico, quando soprattutto al Nord le imprese cominciano a chiedere informazioni commerciali. Non sappiamo con certezza chi sia stato il primo in assoluto a fare questo mestiere in Italia, ma il primo a diventare noto al grande pubblico fondò la sua agenzia nel 1948 e nel giro di pochi anni rese familiare agli italiani una professione che fino ad allora quasi nessuno conosceva.
La categoria, intanto, si organizza. Il 19 dicembre 1957, sempre secondo Federpol, nasce a Milano la federazione degli istituti di informazione e d'investigazione da cui nasce l'attuale Federpol; la stessa pagina indica altrove il 1958, per cui la data va presa con prudenza. Cambia anche il lavoro. Con le sentenze n. 126 del 1968 e n. 147 del 1969 la Corte costituzionale cancella le norme penali sull'adulterio e le indagini sulle infedeltà coniugali, a detta di Federpol, diminuiscono; nel 1970 lo Statuto dei lavoratori limita la vigilanza sul personale alla tutela del patrimonio aziendale e vieta le indagini sulle opinioni dei dipendenti, regole che ancora oggi segnano il perimetro dei controlli in azienda.
Dalla legge sulla riservatezza alle indagini difensive
La legge 8 aprile 1974, n. 98, arrivata in anni in cui le intercettazioni abusive finivano spesso sui giornali, introduce nel codice penale l'articolo 615-bis sulle interferenze illecite nella vita privata, che al terzo comma punisce più severamente e d'ufficio i fatti commessi "da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato", come ricorda una scheda di LeggiOggi. Due anni dopo la Corte costituzionale si trova davanti agli articoli 134 e 139 del TULPS, ma con la sentenza n. 105 del 1976 dichiara la questione inammissibile. Chi scrive che la Corte abbia legittimato la licenza, di fatto, le attribuisce una cosa che non ha mai detto.
Il codice di procedura penale del 1989, con l'articolo 222 delle norme di attuazione, consente al difensore di farsi aiutare da investigatori privati autorizzati. Il salto arriva con la legge 7 dicembre 2000, n. 397, in vigore dal 18 gennaio 2001, che disciplina le indagini difensive negli articoli 327-bis e 391-bis e seguenti del codice di procedura penale ed estende all'investigatore incaricato dal difensore le tutele dell'articolo 103 contro perquisizioni, sequestri e intercettazioni; da quel momento chi lavora accanto all'avvocato è una figura che il codice conosce e protegge.
Sul fronte della privacy la legge 31 dicembre 1996, n. 675, prima legge italiana generale sulla protezione dei dati personali, entra in vigore l'8 maggio 1997, come ricordava allora un comunicato del Garante, e lascia poi il posto al Codice in materia di protezione dei dati personali, il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in vigore dal 1° gennaio 2004. Nel 2008 il Garante adotta un codice di deontologia per avvocati e investigatori privati, sottoscritto anche dalle associazioni di categoria.
Le riforme del 2008 e del 2010 e la privacy europea
Il 13 dicembre 2007 la Corte di giustizia europea, con la sentenza nella causa C-465/05, condanna l'Italia perché la sua disciplina della vigilanza privata ostacolava la libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi. Gli investigatori non vi compaiono. Il legame è indiretto e passa per l'articolo 134 del TULPS, che regola con la stessa licenza vigilanza e investigazione, ed è una circolare del Ministero dell'Interno del 2011 a indicare quella sentenza come origine della riforma; il decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59 riscrive alcune parti del TULPS e il D.P.R. 4 agosto 2008, n. 153 modifica il regolamento del 1940, introducendo tra l'altro l'articolo 257-bis sulla licenza per le investigazioni, il tesserino e una Commissione consultiva centrale in cui siedono anche esperti degli istituti di investigazione.
Il decreto ministeriale 1° dicembre 2010, n. 269, in vigore dal 16 marzo 2011, fissa i requisiti minimi degli istituti, distingue le licenze di titolare e di dipendente e divide le attività tra ambito privato, aziendale, commerciale, assicurativo, difensivo e leggi speciali. Il D.M. 25 febbraio 2015, n. 56 ha poi modificato alcuni di quei requisiti.
L'ultimo tassello è europeo. Il GDPR si applica dal 25 maggio 2018, il decreto legislativo n. 101 dello stesso anno adegua il Codice italiano e il 19 dicembre 2018 il Garante adotta le regole deontologiche per le investigazioni difensive e per la difesa di un diritto in giudizio, che sostituiscono il codice del 2008. L'investigatore non può avviare indagini di propria iniziativa, deve avere un incarico scritto con il diritto da tutelare, i fatti che giustificano l'indagine e un termine ragionevole, e conserva i dati solo per il tempo necessario all'incarico; il quadro completo lo raccoglie la nostra pagina sulla normativa delle investigazioni private.
Chi è oggi l'investigatore privato
Oggi l'investigatore privato è prima di tutto un professionista autorizzato. La licenza la rilascia il Prefetto della provincia in cui ha sede l'istituto, vale su tutto il territorio nazionale, presuppone tra l'altro l'assenza di cause ostative e una cauzione e non può mai riguardare attività che comportino pubbliche funzioni o limitazioni della libertà personale. Per il titolare di istituto il D.M. 269/2010, con le sue modifiche, richiede un titolo di studio universitario, un'esperienza operativa documentata, un corso di perfezionamento in investigazioni private e informazioni commerciali e un aggiornamento periodico.
Con gli avvocati l'investigatore opera di norma su incarico del difensore, ma la Cassazione penale, con la sentenza n. 31941 del 2021 riassunta da Filodiritto, ha ritenuto legittimo anche l'incarico dato direttamente da un privato o da un'impresa. Con le aziende si tratta di dipendenti infedeli, furti interni e differenze di magazzino, nei limiti dello Statuto dei lavoratori e di una giurisprudenza che, come ha spiegato LeggiOggi commentando la Cassazione n. 13789 del 2011, ammette il ricorso all'agenzia quando il controllo non riguarda l'attività lavorativa in sé ma condotte illecite o lesive del vincolo di fiducia.
Nella nostra esperienza è qui che si vede la differenza tra chi conosce le regole e chi improvvisa, perché una prova raccolta male non solo non serve ma può ritorcersi contro chi l'ha chiesta. Di che cosa può fare un investigatore privato e di come si distingue da criminologi e criminalisti abbiamo scritto a parte, e come lavora il nostro istituto lo racconta la pagina chi siamo.
Tecnologia, privacy e rappresentanza della categoria
Il cambiamento più visibile riguarda gli strumenti; accanto all'osservazione sul campo ha preso spazio la ricerca sulle fonti aperte, che un articolo di Filodiritto sull'OSINT nell'investigazione privata descrive mettendo in guardia dal rischio delle omonimie; non a caso il congresso nazionale di Federpol del maggio 2024 a Firenze, raccontato da La Nazione, era dedicato all'investigatore nell'era digitale. Ogni dato raccolto, però, resta soggetto alle regole del Garante.
Quanti siano gli investigatori in Italia non si sa con precisione, perché manca un registro nazionale pubblico. L'unico dato complessivo è quello di Federpol ripreso dall'AGI nel febbraio 2026, secondo cui i titolari di licenza erano 1.791 nel triennio 2021-2023 contro i 1.898 del 2019, con la Lombardia in testa a quota 309; è un dato associativo, senza un metodo di rilevazione dichiarato, e va preso come un ordine di grandezza.
I principali riferimenti associativi del settore sono ONISSF e Federpol, a cui anche DDS aderisce, e proprio per questo ci sentiamo di dire che la categoria attende da anni una riforma organica, visto che l'impianto resta quello del 1931 aggiornato a pezzi, e che la sua rappresentanza nelle sedi in cui si decide resta debole. Secondo Start Magazine nella Commissione consultiva centrale siede il rappresentante di una sola associazione, e nel 2024 Federpol lamentava che gli investigatori autorizzati non possono accedere a banche dati pubbliche come l'ANPR e quelle dell'ACI, aperte invece agli avvocati, e che nella raccolta di dati operano soggetti senza licenza e senza controlli. Sono problemi che chi lavora con licenza conosce bene.
Cronologia essenziale
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1833 | Vidocq apre a Parigi il Bureau des renseignements, alla fine del 1832 secondo alcune fonti |
| 1850 | Allan Pinkerton lascia la polizia di Chicago e avvia la sua agenzia |
| 1862 | Ignatius Paul Pollaky apre a Londra il Private Inquiry Office |
| 1914 | Il R.D. n. 563 disciplina la vigilanza privata, non le investigazioni |
| 1926 | Il R.D. n. 1848 sottopone le investigazioni private alla licenza del Prefetto |
| 1931 | Il TULPS, R.D. n. 773, riprende la norma nell'art. 134 |
| 1940 | Il R.D. n. 635 approva il regolamento di esecuzione del TULPS |
| 1948 | Nasce l'agenzia del primo investigatore privato noto al grande pubblico |
| 1957 | Nasce la federazione degli istituti di informazione e investigazione, poi Federpol |
| 1974 | La legge n. 98 introduce l'art. 615-bis del codice penale |
| 1989 | Il codice di procedura penale ammette l'ausilio di investigatori autorizzati per il difensore |
| 1996 | La legge n. 675 è la prima legge italiana sulla protezione dei dati personali |
| 2000 | La legge n. 397 disciplina le indagini difensive |
| 2003 | Il D.Lgs. n. 196 approva il Codice della privacy |
| 2008 | Il D.P.R. n. 153 riforma il regolamento del TULPS, dopo la sentenza europea del 2007 sulla vigilanza |
| 2010 | Il D.M. n. 269 fissa requisiti, formazione e categorie di attività |
| 2015 | Il D.M. n. 56 modifica alcuni dei requisiti |
| 2018 | Il GDPR diventa applicabile e il Garante adotta le regole deontologiche per le investigazioni |