Quando l'uso dei permessi diventa abuso
La Corte di Cassazione ha chiarito in numerose pronunce che i permessi devono essere utilizzati in funzione dell'assistenza al familiare, anche se non necessariamente per l'intera giornata o presso la sua abitazione. L'abuso si configura quando il lavoratore impiega le giornate di permesso per finalità estranee, come vacanze, un secondo lavoro o attività personali, senza alcun legame con l'assistenza.
In questi casi la Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento, perché il comportamento lede il rapporto di fiducia e fa ricadere sull'azienda e sulla collettività il costo di un beneficio usato in modo improprio.
Come si svolge la verifica
L'indagine osserva come il lavoratore impiega le giornate di permesso, documentando spostamenti e attività in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Non vengono raccolte informazioni sullo stato di salute del familiare né sulla vita privata del lavoratore oltre quanto necessario a verificare l'uso del permesso.
La relazione riporta in ordine cronologico i fatti osservati nelle giornate controllate, così da permettere all'azienda di valutare se l'uso del permesso sia coerente con la sua finalità.
Un controllo che tutela anche chi usa correttamente i permessi
Verificare un sospetto fondato non significa mettere in discussione un diritto. Quando l'indagine conferma un uso corretto, l'azienda chiude il dubbio con serenità, e quando emerge un abuso tutela anche i colleghi che sostengono i carichi di lavoro lasciati scoperti.
