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Investigazioni aziendali

Contraffazione di marchi e prodotti

Quando sul mercato o in rete compaiono prodotti che imitano i suoi, con il suo marchio o con soluzioni tecniche protette da brevetto, l'azienda perde vendite e reputazione molto prima di accorgersene. DDS ricostruisce per l'impresa e per il suo legale chi produce, chi importa e chi vende, raccogliendo le prove necessarie per fermare la contraffazione.

Contraffazione di marchi e prodotti

Le forme più frequenti

I casi che seguiamo più spesso riguardano prodotti che riportano il marchio dell'azienda senza autorizzazione, imitazioni che ne copiano forma, confezione o aspetto fino a confondere il cliente, componenti e macchinari che riproducono soluzioni coperte da brevetto o da modello registrato e merce originale che arriva sul mercato attraverso canali non autorizzati. Sono fenomeni che toccano soprattutto l'industria e la manifattura, ma anche la moda, la cosmetica, la farmaceutica e i ricambi, e che oggi viaggiano in gran parte attraverso marketplace, siti di vendita e social network.

Il codice penale punisce con l'art. 473 la contraffazione e l'uso di marchi, brevetti e modelli falsi e con l'art. 474 l'introduzione nello Stato e il commercio di prodotti con segni contraffatti, mentre il Codice della proprietà industriale e l'art. 2598 del codice civile offrono all'azienda le azioni civili per l'inibitoria, il sequestro, il ritiro dal commercio e il risarcimento del danno. Quando i prodotti originali vengono rivenduti fuori dalla rete autorizzata, la strada dipende invece da dove e come la merce è stata messa in commercio e dalle clausole dei contratti di distribuzione, e va valutata con il legale esperto in proprietà industriale.

Cosa accertiamo

Il primo obiettivo è risalire la filiera. Con ricerche su società, cariche, sedi e rapporti commerciali individuiamo produttori, importatori, grossisti e rivenditori, e con osservazioni sul campo documentiamo magazzini, punti vendita, fiere e mercati in cui la merce viene trattata. Gli acquisti di prova, presso negozi fisici o su canali online, consentono di avere in mano il prodotto, il documento di vendita e i riferimenti di chi lo ha venduto, che diventano il punto di partenza per l'azione legale.

Le pagine dei marketplace, i siti e i profili social che offrono la merce vengono acquisiti con data certa e copia forense, perché sono contenuti che possono sparire in poche ore quando il venditore si accorge di essere osservato. Quando si teme che la copia sia nata da informazioni uscite dall'azienda, l'indagine si collega a quella sullo spionaggio industriale e sulla concorrenza sleale, per capire se dietro il prodotto copiato ci siano un ex dipendente, un fornitore o un concorrente.

Prove utilizzabili e lavoro con il legale

Gli accertamenti si svolgono in luoghi pubblici o aperti al pubblico e su fonti consultabili lecitamente, nel rispetto delle regole deontologiche del Garante per le investigazioni svolte per far valere un diritto in giudizio. Al termine consegniamo una relazione con la cronologia dei fatti, le fotografie, i campioni acquistati con i relativi documenti e lo schema dei collegamenti tra persone e società, impostata insieme al legale dell'azienda per sostenere la diffida, la denuncia, la richiesta di descrizione o sequestro e la causa di merito. Gli investigatori restano disponibili a confermare in udienza quanto hanno osservato.

Domande frequenti

Cosa fare se si trovano in vendita prodotti contraffatti con il proprio marchio?

Conviene non contattare subito il venditore e raccogliere prima le prove, cioè dove e da chi viene venduta la merce, con quali quantità e attraverso quali canali, acquisendo con data certa le pagine online e, quando serve, un campione con il suo documento di acquisto. Con questi elementi il legale può decidere tra diffida, denuncia e azione cautelare.

Si può risalire a chi produce la merce contraffatta?

Spesso sì, partendo dai rivenditori e ricostruendo forniture, società collegate, magazzini e spedizioni con fonti lecite e verifiche sul campo. Non sempre si arriva al produttore, soprattutto quando la merce arriva dall'estero, ma anche individuare l'importatore o il grossista consente di interrompere la distribuzione in Italia.

Vale anche per la violazione di un brevetto o di un modello?

Sì. Documentiamo chi produce, commercializza o espone in fiera il prodotto che riproduce la soluzione protetta, acquisendo campioni, cataloghi e materiale promozionale; la valutazione tecnica della contraffazione resta poi al consulente in proprietà industriale e al legale dell'azienda.

Prima di decidere, facciamo chiarezza.

Un primo confronto, gratuito e riservato, serve a capire se e come un'attività investigativa può essere utile nel suo caso.