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Sottrazione di minori e figli allontanati

Quando un genitore porta via il figlio, lo trasferisce all'estero o impedisce all'altro di vederlo, il tempo conta. DDS rintraccia le persone e documenta i fatti per l'avvocato, con metodi leciti e senza mai coinvolgere il minore.

Sottrazione di minori e figli allontanati

Ci sono separazioni in cui un genitore porta via il figlio senza accordo, lo trasferisce in un'altra città o all'estero, oppure lo trattiene e fa di tutto perché l'altro genitore non lo veda più; e ci sono famiglie in cui anche un figlio maggiorenne viene progressivamente allontanato da un genitore, fino a interrompere ogni rapporto. Sono situazioni in cui il tempo pesa più di ogni altra cosa, e in cui l'avvocato ha bisogno di sapere al più presto dove si trova il figlio e che cosa sta accadendo. DDS Investigazioni lavora su incarico del legale per rintracciare le persone e documentare i fatti, con metodi leciti e con la massima attenzione ai figli coinvolti.

Quando un genitore porta via o trattiene il figlio

Il codice penale punisce chi sottrae un minore al genitore che esercita la responsabilità genitoriale o lo trattiene contro la sua volontà (art. 574 c.p.), chi lo conduce o lo trattiene all'estero impedendo all'altro genitore di esercitare la propria responsabilità (art. 574-bis c.p.) e chi elude i provvedimenti del giudice sull'affidamento dei figli (art. 388 c.p.). Sul piano civile, quando un genitore viola le condizioni dell'affidamento o ostacola i rapporti dell'altro con i figli, il giudice può intervenire con le misure previste per le inadempienze e le violazioni (art. 473-bis.39 c.p.c.), fino a modificare l'affidamento.

Se il figlio è stato portato all'estero, la Convenzione dell'Aja del 25 ottobre 1980 e, tra i Paesi dell'Unione europea, il regolamento (UE) 2019/1111 prevedono una procedura rapida per il ritorno del minore, che in Italia passa dall'Autorità centrale presso il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità; agire presto conta, perché dopo un anno dal trasferimento il giudice del Paese di arrivo può rifiutare il rientro se il bambino si è ormai integrato nel nuovo ambiente.

Che cosa facciamo

Il primo obiettivo è localizzare il genitore e il figlio, in Italia o all'estero, dove DDS può contare su una rete di corrispondenti costruita negli anni, ricostruendo la nuova residenza effettiva, l'ambiente in cui il minore vive e le persone che lo circondano, secondo il metodo del rintraccio di persone. Accanto a questo documentiamo i fatti che servono all'avvocato e al giudice, cioè i trasferimenti avvenuti senza accordo, il mancato rispetto dei tempi di frequentazione, gli ostacoli concreti posti all'altro genitore, e consegniamo una relazione con date, luoghi e documentazione che gli investigatori sono pronti a confermare in udienza.

Il minore non è mai l'oggetto dell'indagine e non viene mai avvicinato. Le attività si svolgono in luoghi pubblici o aperti al pubblico, le immagini che lo ritraggono vengono limitate allo stretto indispensabile, e se emerge un pericolo concreto l'avvocato viene avvisato subito perché si rivolga alle forze dell'ordine o all'autorità giudiziaria.

Il figlio maggiorenne allontanato da un genitore

Un figlio maggiorenne è libero di scegliere chi frequentare, anche quando la sua scelta addolora un genitore, e nessuna indagine può cambiarla. Ci sono però casi in cui l'allontanamento non nasce da una scelta libera, perché la persona è fragile, dipende economicamente o psicologicamente da qualcuno, è isolata da chi le stava vicino o è stata convinta a cedere beni e risparmi. In queste situazioni l'accertamento serve a capire come vive la persona, chi le sta accanto e chi gestisce le sue risorse, e fornisce all'avvocato gli elementi per valutare, per esempio, la nomina di un amministratore di sostegno o la presenza di una circonvenzione; quando il patrimonio è in gioco, il lavoro si coordina con quello sulla tutela del patrimonio familiare.

Domande frequenti

Che cosa fare se l'altro genitore ha portato il figlio all'estero?

Bisogna rivolgersi subito a un avvocato, che può attivare tramite l'Autorità centrale la procedura della Convenzione dell'Aja per il ritorno del minore e presentare denuncia. Agire entro un anno dal trasferimento è importante, e localizzare con precisione il minore rende la procedura più rapida.

Potete scoprire dove vive il figlio se l'altro genitore non lo dice?

Sì, il rintraccio della residenza effettiva del genitore e del minore, in Italia e all'estero, è parte del nostro lavoro. Lo facciamo senza alcun contatto con il bambino e consegniamo i risultati all'avvocato.

Si può dimostrare che un genitore impedisce all'altro di vedere i figli?

Sì, documentando nel tempo gli incontri mancati, i trasferimenti non concordati e gli ostacoli concreti. Sono fatti che il giudice può valutare per intervenire sulle condizioni dell'affidamento.

E se il figlio è maggiorenne e non vuole più vedere un genitore?

Un maggiorenne è libero di scegliere. L'indagine serve solo quando ci sono ragioni concrete per temere che la scelta non sia libera, per esempio per una fragilità o per l'influenza di chi gestisce i suoi beni.

Prima di decidere, facciamo chiarezza.

Un primo confronto, gratuito e riservato, serve a capire se e come un'attività investigativa può essere utile nel suo caso.