In caso di pericolo immediato bisogna chiamare il 112. Il 1522 è il numero gratuito antiviolenza e stalking, attivo 24 ore su 24, che offre ascolto e indica i centri antiviolenza più vicini.
Perché servono prove
Il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.) richiede condotte abituali, cioè ripetute nel tempo, e spesso la parola della persona offesa è l'unico elemento a disposizione. Registrazioni audio e video di episodi concreti, con date e circostanze, rafforzano la denuncia, aiutano il pubblico ministero a chiedere in tempi rapidi le misure di protezione previste dal codice rosso e sono utili anche nella causa di separazione e per l'affidamento dei figli.
Registrazioni nei limiti della legge
Le registrazioni devono riguardare fatti a cui la persona che ci incarica partecipa direttamente, come le aggressioni, le minacce e le umiliazioni che subisce. La Cassazione considera lecita la registrazione delle conversazioni a cui si prende parte, mentre installare dispositivi che riprendono di nascosto ciò che accade in casa tra altre persone, in assenza di chi registra, può integrare il reato di interferenze illecite nella vita privata anche quando a farlo è un convivente (Cass. pen. n. 4840/2024). Per questo ogni installazione viene valutata con l'avvocato prima di partire, scegliendo dispositivi, posizioni e modalità di attivazione che permettano alla persona di documentare gli episodi che la riguardano.
Dispositivi e conservazione delle prove
Forniamo e configuriamo registratori audio e videocamere di piccole dimensioni, anche attivabili a comando, e spieghiamo alla persona come usarli senza esporsi a rischi. Le registrazioni vengono acquisite con copia forense, calcolo dell'impronta digitale dei file e verbale di consegna, così che l'avvocato possa dimostrarne l'integrità e l'assenza di manipolazioni.
Se la persona teme di essere a sua volta controllata attraverso il telefono o con dispositivi nascosti in casa o in auto, la verifica viene svolta da StopMicrospie, la divisione tecnologica di DDS.
Riservatezza e sicurezza della persona
Gli incontri si fissano in modo da non insospettire l'autore delle violenze, anche fuori dall'abitazione o in videoconsulto, e ogni comunicazione avviene solo sui recapiti indicati dalla persona. Lavoriamo in coordinamento con l'avvocato e, quando la situazione lo richiede, indichiamo i centri antiviolenza e le autorità a cui rivolgersi.
