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Revisione dell'assegno di mantenimento

L'assegno di mantenimento o divorzile può essere modificato quando cambiano le condizioni delle parti. DDS raccoglie per l'avvocato le prove dei fatti nuovi che giustificano la richiesta di revisione.

Revisione dell'assegno di mantenimento

I fatti nuovi che contano

La revisione richiede giustificati motivi sopravvenuti, cioè cambiamenti avvenuti dopo il provvedimento che ha fissato l'assegno (art. 337-quinquies del codice civile e art. 9 della legge sul divorzio, con il procedimento oggi regolato dall'art. 473-bis.29 c.p.c.). I casi più frequenti riguardano chi riceve l'assegno e ha cominciato a lavorare, anche in nero, ha migliorato la propria situazione economica o ha formato una nuova famiglia di fatto, oppure chi lo versa e dichiara redditi più bassi di quelli reali.

Lavoro non dichiarato e redditi nascosti

Il lavoro in nero non lascia tracce nei documenti fiscali, ma si vede sul territorio. Con osservazioni ripetute documentiamo orari, luoghi e continuità dell'attività, e con fonti pubbliche e banche dati ricostruiamo partecipazioni, cariche, immobili e beni che indicano una capacità economica diversa da quella dichiarata.

Nuova convivenza e figli maggiorenni

Per l'assegno divorzile la formazione di una famiglia di fatto stabile fa venir meno la componente assistenziale (Cass. SU n. 32198/2021), mentre per i figli maggiorenni contano l'indipendenza economica raggiunta o il disinteresse ingiustificato nel cercare un lavoro. In tutti questi casi servono elementi concreti e ripetuti nel tempo, che l'investigatore documenta e può confermare in udienza.

Se la causa di separazione o divorzio è ancora in corso, gli accertamenti sulle condizioni economiche delle parti sono descritti nella pagina su separazioni e divorzi.

Domande frequenti

Il lavoro in nero dell'ex coniuge si può dimostrare?

Sì, documentando nel tempo la presenza abituale sul luogo di lavoro e lo svolgimento dell'attività. Sono elementi che il giudice valuta insieme alle altre prove.

La relazione investigativa basta per ottenere la revisione?

È uno degli elementi su cui l'avvocato costruisce la domanda. Il giudice la valuta liberamente e può trovare conferma nella testimonianza degli investigatori o nelle indagini sui redditi che può disporre.

Si può verificare se il figlio maggiorenne lavora?

Sì, con accertamenti leciti sull'attività svolta, utili quando si chiede di ridurre o far cessare il contributo al suo mantenimento.

Prima di decidere, facciamo chiarezza.

Un primo confronto, gratuito e riservato, serve a capire se e come un'attività investigativa può essere utile nel suo caso.