Perché il criminologo non è un criminalista e nessuno dei due è un investigatore
La differenza tra criminologo e criminalista spiegata in modo semplice, e perché solo l'investigatore con licenza può raccogliere fatti per conto di terzi.
Dal 2000 il codice di procedura penale riconosce alla difesa il diritto di cercare elementi di prova a favore del proprio assistito. L'investigatore privato autorizzato è la figura con cui il difensore esercita questo diritto sul campo.

Le indagini difensive sono le attività con cui il difensore, nel procedimento penale, ricerca e individua elementi di prova a favore del proprio assistito, secondo l'art. 327-bis del codice di procedura penale introdotto dalla legge 397 del 2000, anche avvalendosi di investigatori privati autorizzati. DDS Investigazioni, istituto investigativo autorizzato, opera in questo ambito nel quadro dell'art. 222 delle disposizioni di attuazione del c.p.p. e del D.M. 269/2010, che regolano l'attività degli investigatori incaricati dal difensore, e lavora su incarico scritto del legale e sotto la sua direzione per l'indagato, l'imputato, la persona offesa e le altre parti private, in ogni stato e grado del procedimento, nell'esecuzione penale e per promuovere il giudizio di revisione.
Il primo lavoro consiste spesso nel rintracciare le persone in grado di riferire circostanze utili, testimoni che nessuno ha mai sentito, vicini, colleghi, clienti di un esercizio pubblico, e nel verificare che cosa ricordano con il colloquio non documentato che l'art. 391-bis c.p.p. consente anche all'investigatore, mentre la ricezione di dichiarazioni scritte e l'assunzione di informazioni da verbalizzare restano riservate al difensore o al suo sostituto, che decide se e come procedere. Accanto a questo l'investigatore esegue sopralluoghi con rilievi descrittivi, fotografici e planimetrici secondo l'art. 391-sexies, segnala al difensore le immagini di videosorveglianza da richiedere prima che vengano sovrascritte, verifica alibi, tempi di percorrenza, visibilità e condizioni di luce, ricostruisce cronologie e lavora con i consulenti tecnici della difesa sulla dinamica dei fatti.
Il tempo è il fattore che più incide sul risultato, perché le registrazioni delle telecamere vengono cancellate, i luoghi cambiano e i ricordi dei testimoni si confondono. Le investigazioni possono iniziare appena l'assistito viene a conoscenza di un procedimento, e l'art. 391-nonies c.p.p. consente perfino un'attività investigativa preventiva, per l'eventualità che un procedimento si instauri, con esclusione degli atti che richiedono l'autorizzazione del giudice. Sono preziose anche per la persona offesa, che può raccogliere elementi per sostenere una querela, opporsi a una richiesta di archiviazione o costituirsi parte civile con un quadro più solido, come accade nei casi di violenza domestica e maltrattamenti, e nella fase della revisione, quando emergono fatti nuovi. Sul ruolo dell'investigatore accanto all'avvocato rimandiamo all'approfondimento sulle indagini difensive e il lavoro dell'investigatore.
Ciò che l'investigatore apprende nel corso dell'incarico è coperto dal segreto professionale e viene riferito soltanto al difensore, che resta l'unico a decidere quali elementi inserire nel fascicolo previsto dall'art. 391-octies c.p.p. e quali non utilizzare. Le relazioni descrivono fatti, fonti e modalità di acquisizione in modo verificabile, così che il legale possa valutarne l'impiego nelle forme del codice, e il trattamento dei dati segue il GDPR e le regole deontologiche del Garante per le investigazioni difensive, che consentono di trattare i dati necessari alla difesa purché pertinenti e non eccedenti rispetto allo scopo. Per le cause civili e di lavoro, dove queste regole del codice di procedura penale non si applicano, rimandiamo alla pagina sulle prove per il contenzioso. Una trattazione completa degli strumenti del codice, articolo per articolo, è nella guida Le indagini difensive, che cosa sono e come si svolgono.
Il difensore, il suo sostituto, gli investigatori privati autorizzati e i consulenti tecnici, come prevede l'art. 327-bis c.p.p. L'investigatore riceve l'incarico per iscritto dal difensore e lavora sotto la sua direzione, riferendo soltanto a lui e mantenendo il segreto professionale su quanto apprende nel corso dell'attività.
Sì. Le investigazioni difensive sono ammesse in ogni stato e grado del procedimento, già durante le indagini preliminari, e l'art. 391-nonies c.p.p. consente anche un'attività preventiva per l'eventualità che un procedimento penale si instauri, su apposito mandato e con esclusione degli atti che richiedono l'autorizzazione del giudice.
No, se manca il consenso di chi ne ha la disponibilità. In quel caso l'accesso è possibile solo con l'autorizzazione del giudice prevista dall'art. 391-septies c.p.p., e nei luoghi di abitazione e nelle loro pertinenze soltanto quando è necessario accertare le tracce e gli altri effetti materiali del reato.
Sì, ma con un colloquio non documentato. L'art. 391-bis c.p.p. riserva al difensore e al suo sostituto la ricezione di dichiarazioni scritte e l'assunzione di informazioni da verbalizzare, mentre l'investigatore individua le persone informate sui fatti, verifica che cosa sanno e riferisce al legale perché valuti se sentirle formalmente.

La differenza tra criminologo e criminalista spiegata in modo semplice, e perché solo l'investigatore con licenza può raccogliere fatti per conto di terzi.

Le indagini difensive permettono all'avvocato di cercare prove a favore dell'assistito con un investigatore autorizzato. Regole, ruoli e valore in giudizio.

Cosa può fare un investigatore privato con licenza, cosa gli è vietato e perché sceglierne uno autorizzato tiene il cliente al riparo da guai penali e privacy.
Un primo confronto, gratuito e riservato, serve a capire se e come un'attività investigativa può essere utile nel suo caso.