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Investigazioni per finanza e investimenti

Per investitori, fondi, società finanziarie e funzioni finance delle imprese DDS svolge indagini patrimoniali e reputazionali che verificano l'affidabilità delle controparti, prevengono frodi e sostengono decisioni di investimento con informazioni verificate.

Investigazioni per finanza e investimenti

Le investigazioni per la finanza e gli investimenti servono a sapere chi è davvero la controparte, che cosa possiede e quale reputazione la accompagna, sia prima di firmare un investimento, un finanziamento o un ingresso in società, sia quando il rapporto si è incrinato e occorre recuperare un credito. DDS Investigazioni, istituto investigativo autorizzato ai sensi dell'art. 134 TULPS, svolge queste indagini patrimoniali e reputazionali su persone e società per fondi, investitori privati, family office, società di leasing e di recupero crediti e direzioni finanziarie delle imprese, operando su tutto il territorio nazionale.

Perché bilanci e rating non bastano a valutare una controparte?

Chi investe, presta, acquisisce o entra in società con qualcuno prende decisioni che si reggono su ciò che sa della controparte. Bilanci, rating e informazioni commerciali raccontano i numeri, ma non dicono chi controlla davvero una società, se il patrimonio dichiarato esiste ancora, se l'imprenditore ha alle spalle altre imprese finite male o se il suo nome compare in vicende che un investitore dovrebbe conoscere prima di impegnarsi, ed è in queste zone d'ombra che si nascondono le società schermo, gli amministratori di fatto e le garanzie prive di sostanza.

Come si svolge una due diligence investigativa

Nella due diligence ricostruiamo assetti proprietari, cariche e collegamenti societari, beni e partecipazioni risultanti dai registri pubblici, procedure concorsuali, protesti e pregiudizievoli, e li incrociamo con la reputazione che emerge da stampa e fonti aperte; dove serve verifichiamo con sopralluoghi discreti che sedi, stabilimenti e attività esistano e funzionino come vengono presentati. Le informazioni commerciali e le visure non sono per DDS un prodotto da vendere ma il punto di partenza di un'analisi che risponde alle domande precise poste da chi deve decidere, sempre con fonti lecite e nel rispetto del Regolamento europeo sulla protezione dei dati.

Che cosa si può fare quando il debitore sembra nullatenente?

Quando il rapporto si è già incrinato, gli stessi strumenti servono a rintracciare il debitore e i garanti, a individuare con gli accertamenti patrimoniali i beni, i crediti e i redditi su cui agire e a capire se il patrimonio è stato spostato su familiari o società di comodo. Il legale riceve così gli elementi per valutare un'azione revocatoria ai sensi dell'art. 2901 c.c., un sequestro conservativo o un'esecuzione mirata, come spiegato anche nell'approfondimento sulle indagini per il recupero crediti.

Che cosa riceve il cliente

Un rapporto che separa i fatti verificati dalle indicazioni da approfondire, cita la fonte di ogni elemento e si chiude con i segnali di attenzione emersi, scritto per chi deve decidere e non per chi deve archiviare. Su richiesta il rapporto è disponibile anche in inglese per investitori e controparti estere.

Domande frequenti

Si può verificare un imprenditore prima di investire nella sua società?

Sì. Con fonti lecite si ricostruiscono le società che ha guidato, le cariche ricoperte, eventuali fallimenti e procedure, il patrimonio intestato e la reputazione che emerge da stampa e fonti aperte, e quando serve si verifica con sopralluoghi discreti che le attività dichiarate esistano davvero. Il risultato è una relazione che indica anche i segnali di attenzione emersi.

Un investigatore privato può accedere ai conti correnti del debitore?

No. Le informazioni bancarie sono coperte da riservatezza e nessun istituto investigativo può ottenerle lecitamente. Il creditore munito di titolo esecutivo può invece avvalersi della ricerca telematica dei beni prevista dall'art. 492-bis del codice di procedura civile, mentre l'indagine patrimoniale individua immobili, partecipazioni, attività lavorative e redditi da fonti consentite.

Conviene fare un'indagine patrimoniale prima di avviare una causa?

Sì, nella maggior parte dei casi. Sapere in anticipo se il debitore possiede beni, redditi o crediti aggredibili, o se li ha trasferiti a familiari e società collegate, permette al legale di scegliere tra azione esecutiva, sequestro conservativo o revocatoria e di evitare di sostenere un giudizio che non porterebbe ad alcun recupero concreto.

Le informazioni raccolte possono essere usate in giudizio?

Dipende dalla loro natura e da come sono state acquisite. I dati tratti da registri pubblici e fonti lecite, documentati nella relazione con l'indicazione della fonte, sono utilizzabili dal legale, e l'investigatore può essere sentito come testimone. Il trattamento avviene nel rispetto del GDPR e delle regole deontologiche del Garante per far valere un diritto in giudizio.

Prima di decidere, facciamo chiarezza.

Un primo confronto, gratuito e riservato, serve a capire se e come un'attività investigativa può essere utile nel suo caso.