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Investigazioni

Falsa malattia, come riconoscerla e agire legalmente

Medico in camice bianco compila un modulo su un tablet
Uscire di casa durante la malattia non è vietato, mettere a rischio la guarigione sì.

Il dipendente in malattia può uscire di casa al di fuori delle fasce di reperibilità, ma non può svolgere attività che dimostrano l’inesistenza della malattia o che possono ritardare la guarigione. In questi casi il licenziamento per giusta causa è legittimo anche senza la prova di un peggioramento effettivo, come ha chiarito la Cassazione con l’ordinanza n. 11154 del 28 aprile 2025, ma l’azienda deve documentare i fatti con accertamenti leciti svolti in luoghi pubblici.

L’abuso del diritto di malattia è una pratica che danneggia significativamente le aziende, causando perdite economiche e creando tensioni tra i dipendenti. In questo articolo, esploreremo come riconoscere i segnali di una falsa malattia, cosa dice la legge a riguardo e come un’azienda può procedere per tutelarsi legalmente. Articolo aggiornato a ottobre 2026 con la più recente giurisprudenza sulle attività incompatibili con la guarigione.

La malattia come diritto del lavoratore

Assenza per malattia o infortunio

Il diritto di assentarsi dal lavoro in caso di malattia o infortunio è garantito dalla legge. Il lavoratore deve presentare una documentazione medica che attesti l’effettiva impossibilità di recarsi al lavoro. Tuttavia, non mancano i casi in cui questo diritto viene abusato, con ripercussioni negative sull’azienda e sui colleghi.

Impatti dell’abuso

Le assenze ingiustificate possono:

  • Aumentare il carico di lavoro degli altri dipendenti.
  • Generare malumori e tensioni all’interno del team.
  • Causare danni economici all’azienda.

Identificare l’abuso di malattia

Segnali di allarme

Alcuni segnali che potrebbero indicare una falsa malattia includono:

  • Assenze ricorrenti in giorni specifici (ad esempio, lunedì o venerdì).
  • Comportamenti incompatibili con la malattia dichiarata (ad esempio, attività fisiche intense durante il periodo di malattia).

Controlli aziendali

In caso di sospetti, l’azienda può avviare un’indagine per verificare la veridicità della malattia dichiarata. Questo può includere:

  • Richiesta della visita medica di controllo all’INPS, l’unico soggetto che può verificare lo stato di salute del lavoratore secondo l’articolo 5 dello Statuto dei lavoratori.
  • Monitoraggio delle attività del lavoratore.

Investigazioni per falsa malattia del dipendente

Monitoraggio e raccolta prove

DDS Investigazioni offre servizi di monitoraggio del lavoratore sospetto, che comprendono:

  • Appostamenti e pedinamenti.
  • Raccolta di prove fotografiche e video in luoghi pubblici.

Obiettivi delle indagini

Le investigazioni mirano a dimostrare se il dipendente, pur dichiarandosi malato, svolge attività incompatibili con la malattia o compie azioni che ne pregiudicano la guarigione.

Cosa dice la legge

Normativa e conseguenze legali

La legge prevede che un lavoratore che ha comportamenti incompatibili con lo stato di malattia dichiarato può essere licenziato per giusta causa. Questo perché tali comportamenti violano i doveri di correttezza e buona fede (articoli 1175 e 1375 del codice civile) e di fedeltà (articolo 2105) che legano il lavoratore al datore di lavoro.

Violazione degli obblighi contrattuali

La violazione degli obblighi contrattuali può comportare:

  • Licenziamento per giusta causa.
  • Nei casi più gravi, come la simulazione della malattia, una denuncia per truffa ai danni del datore di lavoro e, quando l’indennità è pagata dall’INPS, per truffa aggravata ai danni di un ente pubblico (articolo 640, secondo comma, del codice penale).

Falsità delle denunce di infortunio

Le indagini possono anche dimostrare la falsità di una denuncia d’infortunio, con conseguenze legali significative per il lavoratore.

Come attivare contestazione disciplinare per falsa malattia o infortunio

Raccolta e utilizzo delle prove

Le prove raccolte durante le investigazioni consentono all’azienda di avviare una contestazione disciplinare con solide basi, riducendo i rischi di contenzioso e facilitando il licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, secondo la gravità dei fatti.

Procedura disciplinare

La procedura disciplinare include:

  • Comunicazione formale al dipendente.
  • Possibilità per il dipendente di fornire spiegazioni.
  • Decisione finale dell’azienda basata sulle prove raccolte.

Possibilità di denuncia

In alcuni casi, le prove possono essere utilizzate per denunciare il lavoratore per truffa ai danni del sistema sanitario nazionale.

Contenzioso giudiziario

Se si arriva a un contenzioso giudiziario, la relazione redatta da DDS Investigazioni, confermata in giudizio dalla testimonianza dell’investigatore, può portare il giudice a confermare la legittimità del licenziamento per giusta causa, riducendo significativamente il rischio di dover riconoscere un’indennità al dipendente licenziato.

Uscire di casa in malattia, dove passa il confine

Lo stato di malattia non obbliga il lavoratore a restare chiuso in casa, al di fuori delle fasce di reperibilità per la visita fiscale, e non gli vieta in assoluto di svolgere altre attività. Quello che la legge e la giurisprudenza non tollerano è un comportamento che dimostra l’insussistenza della malattia oppure che, per la sua natura, può ritardare o compromettere la guarigione, perché in quel caso il lavoratore viola i doveri di correttezza e buona fede che lo legano al datore di lavoro.

Con l’ordinanza n. 11154 del 28 aprile 2025 la Cassazione ha esaminato il caso di un operaio edile in malattia per un problema al braccio, con prescrizione di riposo assoluto, documentato da un investigatore privato mentre guidava uno scooter diretto al mare. La Corte d’appello aveva ritenuto il licenziamento sproporzionato, sostenendo che l’azienda avrebbe dovuto provare un peggioramento concreto della patologia, ma la Cassazione ha cassato la decisione, chiarendo che basta l’idoneità potenziale della condotta a pregiudicare la guarigione, da valutare ex ante, senza bisogno di dimostrare un danno effettivo alla salute (Brocardi).

Con l’ordinanza n. 30722 del 2024 la Cassazione ha invece ritenuto sproporzionato il licenziamento di un lavoratore in malattia per uno stato ansioso-depressivo che si esibiva la sera in un piano bar, perché l’azienda non aveva dimostrato che quell’attività ne compromettesse la guarigione, che anzi poteva favorire. Il confine, in altre parole, non passa per l’attività in sé, ma per il rapporto tra quell’attività e la specifica malattia certificata.

Per questo un accertamento investigativo su un dipendente in malattia deve documentare con precisione cosa fa, per quanto tempo e con quale impegno fisico, e la relazione andrebbe letta insieme a un medico legale, che può valutare se quelle attività fossero compatibili con la diagnosi. Anche qui l’investigatore deve essere disponibile a confermare in giudizio quanto osservato, perché è la sua testimonianza a dare peso alla documentazione fotografica. Sul tema dei controlli leciti si può leggere anche il nostro approfondimento su quando sono ammesse le indagini sui dipendenti.

Conclusioni

La falsa malattia rappresenta un serio problema per le aziende, che devono essere pronte a riconoscerne i segnali e ad agire legalmente per tutelarsi. Con l’aiuto di investigazioni professionali e una solida raccolta di prove, le aziende possono difendere i propri interessi e mantenere un ambiente di lavoro equo e produttivo.

Domande frequenti

Il dipendente in malattia può uscire di casa?
Sì, al di fuori delle fasce di reperibilità per la visita fiscale può uscire e svolgere attività quotidiane, purché non siano incompatibili con la malattia certificata o idonee a ritardarne la guarigione.
Cosa si intende per attività incompatibili con la guarigione?
Sono le attività che, valutate al momento in cui vengono svolte e in rapporto alla specifica patologia, possono ritardare o compromettere il recupero, come uno sforzo fisico intenso in presenza di una prescrizione di riposo assoluto, e secondo la Cassazione giustificano il licenziamento anche senza la prova di un peggioramento effettivo.
Il datore di lavoro può controllare a casa il dipendente in malattia?
Non direttamente, perché la verifica dello stato di salute spetta ai medici dell’INPS su richiesta dell’azienda, mentre un’agenzia investigativa può documentare in luoghi pubblici le attività svolte durante la malattia.

Su questo tema DDS svolge attività dedicate. Trova il servizio in Assenteismo e falsa malattia.

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