La relazione investigativa è un documento testimoniale producibile in sede di giudizio civile e penale, riconosciuto dall’autorità giudiziaria e valido fino a prova contraria.

Questa è la definizione del documento che le agenzie investigative regolarmente autorizzate producono al termine del mandato.

Essa contiene tutte le prove, comprese quelle video-fotografiche, raccolte dagli investigatori durante l’attività d’indagine.

Perché la relazione abbia la validità sopra descritta però è necessario che gli incarichi investigativi devono essere svolti esclusivamente da agenzie abilitate all’esercizio della professione investigativa con licenza del Ministero dell’Interno. Purtroppo, come in molti altri settori, anche in quello investigativo non manca chi esercita la professione in maniera abusiva. Tralasciando gli aspetti penali con i quali si scontra eventualmente l’abusivo, bisogna ricordare che chi si rivolge ad un investigatore non titolato, magari perché ingannato da titoli millantati o ingolosito da tariffe inferiori, butta letteralmente tempo e denaro, anche a fronte di un lavoro ben fatto.

Infatti, anche nel caso in cui l’abusivo dovesse rilasciare una relazione, la mancanza del titolo di Polizia che abilita di fatto la persona ad esercitare la professione impedisce poi al legale che vi rappresenta di presentarla al giudice. Va da sé che tutte le prove raccolte durante l’indagine diventano praticamente inutilizzabili.

Se la necessità è quindi quella di effettuare indagini mirate alla raccolta di prove da far valere in sede di giudizio sia in campo civile sia in quello penale è assolutamente necessario rivolgersi ad agenzie investigative autorizzate, che hanno l’obbligo di esporre, nei locali dove ha sede, la licenza in originale e il tariffario delle operazioni.