L’utilizzo di droghe, anche leggere, da parte dei figli minorenni è un tema molto delicato. Prescindendo dal fatto che sulle droghe leggere esistono controverse opinioni, il focus del problema si sposta a livello soggettivo.

Partendo dal concetto che, come pensano alcuni, una canna ogni tanto non fa male, il problema diventa soggettivo, del singolo, perché come in qualsiasi altra situazione ci sarà chi riesce a limitarsi alla canna ogni tanto e chi invece non riuscirà e andando in crescendo potrebbe arrivare ad utilizzare droghe ben più pesanti.

E’ chiaro come in questi casi la componente maggiore sia quella caratteriale, alla quale vanno ad aggiungersi altre componenti come ad esempio le frequentazioni, il grado di educazione, anche scolastica, sul fenomeno droga e altre.

Evitando di addentrarci in un argomento molto complesso, restiamo focalizzati sulla questione chiarendo che i mezzi per sapere se una persona fa uso o abuso di droghe ci sono. Ad esempio se l’utilizzo della cannabis è quotidiano si può rilevare anche l’odore della sostanza sulla pelle della persona.

Se invece l’utilizzo è più sporadico l’unico modo potrebbe essere quello di effettuare dei test specifici atti a rilevare proprio l’utilizzo di sostanze stupefacenti.

Molto spesso capita che genitori presi da questo dubbio per prima cosa perquisiscono la camera del ragazzo (o ragazza) nella speranza di trovare qualcosa. Nulla di più sbagliato e inutile, innanzitutto perché l’eventuale droga presente sarà molto ben occultata proprio per evitare che possa essere trovata e in secondo luogo se il giovane dovesse accorgersi della perquisizione diventerebbe molto più complicato effettuare qualsiasi altra azione mirata ad accertare l’uso della cannabis.

In questi casi è molto meglio lasciare tutto com’è e rivolgersi ad un professionista che possa dare suggerimenti e soluzioni per avere le risposte ai vostri dubbi.

 
Consulenza gratuita tramite Whatsapp
Risposta Garantita entro 24 ORE